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JACOPO BAROZZI
da VIGNOLA
LE DUE REGOLE DELLA PROSPETTIVA PRATICA
(con il commento di Egnazio Danti)
compilata intorno al 1545 e pubblicata
postuma a Roma nel 1583
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Nella prima parte
del libro, quella relativa all'esplicazione della prima regola
del Vignola, vi è un paragrafo intitolato "Di quelle
pitture che non si possono vedere che cosa siano, se non si mira
per il profilo della tavola, dove sono dipinte", in cui
si descrive un procedimento, del tutto aprospettico, di formazioni
di immagini allungate da osservare di sbieco. Il Danti asserisce
di aver appreso questo metodo da un pittore siciliano che aveva
fama di prospettico eccellente: Tommaso Laureti. In effetti quello
che descrive il Danti è un procedimento che non ha nulla
a che fare con la prospettiva, è un metodo empirico evidentemente
in uso a quei tempi e che ritroveremo successivamente in altri
trattati. |